Viva l’arte della traduzione! Con la collana "Classici da (ri)scoprire", e una breve raccolta di racconti di Voltaire, si inaugurano le pubblicazioni curate da "La bottega dei traduttori", una community di giovani e talentuosi professionisti

“Non è il tradurre un’impresa disperatamente utopica?” si domandava José Ortega y Gasset.

Secondo il pensatore e critico spagnolo è utopico anche credere che due parole, appartenenti a due lingue diverse, indichino la medesima cosa. Non per questo, però, l’opera dei traduttori è un’occupazione senza senso. Tutt’altro. E’ necessario anzi, secondo Ortega, riconoscerne l’importanza e considerarla un trabajo intelectual de primero orden.

Un lavoro intellettuale, che presuppone profonda preparazione ed altrettanta sensibilità. Qualità che animano i promotori de “La bottega dei traduttori”, che mirano a consolidare una community di talentuosi professionisti, ma anche a proporre ai lettori una collana di piccole e grandi gemme dimenticate della letteratura straniera.

Prima-prova-VoltaireEd il primo titolo della collana “Classici da (ri)scoprire” è una breve raccolta di racconti di Voltaire, tradotti da Sergio Piscopo.

I tre racconti scelti e riproposti (Cosi-sancta, Il sogno di Platone e Avventura indiana) sono accomunati dalla ben nota e pungente ironia di François-Marie Arouet, meglio noto come Voltaire, che può essere considerato come il “factotum d’ogni arte”, avendo abbracciato, nell’arco dei suoi ottantaquattro anni d’esistenza, ogni ambito delle scienze umane.

Una lettura piacevole, che ha il pregio di essere fedele allo spirito e alla lingua dell’illustre pensatore francese, come precisa Sergio Piscopo nella sua nota al lettore che chiarisce l’impostazione del suo lavoro di traduzione:

Considero la traduzione un’opera dell’ingegno, paragonabile all’opera d’arte, e trovo che l’appiattimento talvolta riservato da alcuni colleghi a testi scritti nella prima metà del XVIII secolo o precedentemente attraverso l’utilizzo di costruzioni sintattiche maggiormente comprensibili e più immediate per il lettore moderno, non si sposi bene con i miei propositi. Sono ben conscio di quanto ciò possa generare un appesantimento del testo, ma sono portato a pensare che chi decide di accostarsi a un testo di Voltaire o di Rabelais, sia assolutamente consapevole che potrà trovarvi termini obsoleti, proposizioni particolari e magari anche un’ortografia non standardizzata.

Disponibile su Amazon e tutti gli store digitali, il volumetto è dunque un’autentica chicca che ci tuffa nell’epoca dei lumi con la sua critica alle iniquità e degenerazioni sorte in seno alla religione, contro ogni fanatismo e intolleranza.

Un buon inizio per un progetto ambizioso come quello de “La bottega dei traduttori”, che merita di essere incoraggiato e sostenuto. Lo dico anzitutto da lettrice, grata del fatto che – dovremmo tutti ricordarcelo! – non avremmo mai potuto leggere quel libro, quel romanzo, quella poesia, se non ci fosse stata la fatica del traduttore.

(Visited 78 times, 1 visits today)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *