Il cambiamento comincia dalla testa, anzi dai capelli Mai provato un trip around evolution? Quella che segue è la storia di un trattamento 'tricologico' particolare.

E’ proprio vero che, quando ci agita l’inquietudine del cambiamento, per prima cosa noi donne mettiamo mano ai capelli.

Ne ho capite di donne, cogliendo i reali significati nascosti (per modo di dire) nei più repentini cambi di taglio e colore.

I parrucchieri, pardon gli hair stylists, sono furbi come faine nel prospettare mirabolanti novità, non appena hanno il sentore – dalle confidenze preventivamente raccolte – che il momento sia quello giusto. Una sorta di Kairos tricologico in cui sono cascata anch’io e con piena cognizione, consapevole del fatto che “cambiare testa” non potrebbe che farmi bene.

Ma confesso che a sedurmi è stata anche la curiosità di capire che diavoleria potesse mai essere questo fantomatico “trip around evolution”, favoleggiato dal mio hair-stylist che mi ha spiegato che la sua finalità è quella di schiarire sapientemente le ciocche di capelli senza l’effetto di netto “bicolor” dello shatush e strizzando l’occhio al “bronde” alias la nuance tra brown e blonde, voga del momento. Verità? Marketing tricologico? C’era un solo modo di scoprirlo 🙂

trip around evolutionIntanto il modo per ottenere cotanto trip è immortalato nella foto. Un ridicolo “cono gelato” bellamente rovesciato in testa, attorno al quale il mio mani-di-fata ha attorcigliato e spennellato ciocche selezionate con cura.

Devo dire che l’effetto finale mi ha piuttosto soddisfatto, malgrado la perfida ilarità di mio padre nel constatare il cambiamento (o meglio le sue ovvie motivazioni) e apprenderne il nome. “Meno male che non ti sei fatta un altro trip!” ha commentato.

Ahaha! Peccato che a certe tentazioni sono totalmente immune. E non mi riferisco solo all’uso di stupefacenti.

Ripensavo piuttosto allo “shampoo erotico” di cui ho beneficiato, prima del trip, a cura di uno dei pochi apprendisti parrucchieri “etero” che abbia mai incontrato. Un ragazzo di diciott’anni al massimo che, adducendo la scusa che “una donna ha bisogno di sentirsi coccolata”, mi ha massaggiato il cuoio capelluto con abilità straordinaria ed effetti di enorme piacevolezza. Avrei anche potuto pensare ad una studiata premura rivolta a tutte le clienti, se non fosse stato per lo sguardo malizioso e compiaciuto, che ho incrociato attraverso un gioco di specchi.

Ora, io sono la classica tipa che, per combattere la tendenza ad essere malpensante, a volte non si accorge di sembrare ridicolmente ingenua, ma stavolta l’ho fatto di proposito. Mi sono spacciata per fessa, insomma, fingendo di non cogliere lo sguardo seduttivo del mio aspirante “hair-toy-boy”, stile Ashton Kutcher quando impalmò Demi Moore.

Non ce la faccio. Non riesco proprio a concepirla una torrida storia con un ragazzo più giovane di me. Non so come facciano gli uomini, che non hanno problemi a stare con donne che hanno decine di anni in meno. E’ un mio limite, lo so. Tante donne la pensano diversamente e non mi sognerei di contestarle, purché si parli di maggiorenni consenzienti.

Ora queste signore le bollano come milf ma, mi domando, un acronimo volgare per l’equivalente maschile, non ce l’hanno i fantasiosi americani? Se tanto mi dà tanto, dovrebbero essere FILF – Father (anziché mother) I’d Like to Fuck oppure sono semplicemente dei RATTUSI. Bisogna che qualcuno glielo dica, prima o poi.

Ad un mio amico l’ho detto. Un quarantaduenne che esce con ventenni. Gliel’ho detto che a me sanno tanto di “rattusaggine” queste sue frequentazioni, quando ha avuto la sfacciataggine di informarmi di aver battuto il proprio record, uscendo con una “fresca diciannovenne”.

“Ma di che cosa parlate?” ho avuto il candore di domandargli.

“Parliamo?” ha ripetuto lui. Era chiaro dove volesse parare ma, stranamente, l’ha fatto per esternarmi stupore anziché compiacimento. A quanto pare, insomma, è stata la ragazzina a usarlo come un toy-boy, un old-toy-boy da esibire per fare la parte della ragazza “vissuta” e disinibita.

“Hai capito? Mi ha scopato, si è fatta vedere con me dagli amici e dalle amiche e mi ha praticamente liquidato!” ha sospirato lui.

“Ben ti sta, amico mio!” gli ho detto senza alcuna pietà.

“Mi sono risparmiato la cena”, ha filosofeggiato per tutta risposta. “Tutto sommato non è male. Quelle della tua età si fanno troppi trip mentali e costano di più, manco fossero di primo pelo”.

No comment. Dico solo che c’è pelo e pelo e ognuno ha proprio il trip che si merita.

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