MY LIFE/6 – La felicità triste di un amore “adultescente”

Vi capita mai, mentre assaporate un momento di felicità, di sentirvi un po’ tristi? Forse vi sembrerò contorta, ma a me succede.

Mi ritrovo a pensare che quell’emozione speciale non durerà, che quel momento perfetto sarà solo un’effimera illusione. Probabilmente sarà perché sto vivendo una bella storia ma dall’epilogo già scritto. Una storia di cui avevo un gran bisogno, per venir fuori dalla “boccia di tristezza” in cui boccheggiavo come un pesciolino, per la concomitante delusione sul fronte lavorativo e sul piano sentimentale.

Perché in fondo lo sapevo già come sarebbe andata a finire, quando ho risposto al messaggio di Alessandro e ho accettato di incontrarlo: non ho fatto mai mistero di subire il fascino di quest’uomo elegante e discreto, unica conoscenza positiva dell’ultimo anno alla corte di quel viscido Vecchio Verme del mio ex datore di lavoro. Read more

MY LIFE/5 – Addio lavoro, amore in stand-by… magari ricomincio da un sms!

Quant’è spiacevole la sensazione di non riuscire a venire fuori da una brutta storia, anche se ci provo con ogni mezzo, a cominciare dall’amata e terapeutica scrittura.

A volte mi vedo  come un pesce rosso nella boccia che si ostina a dare capocciate nel vetro, nell’illusione che esista una via al mare. Il fatto è che non vedo proprio l’orizzonte, ci spero soltanto. Mi riferisco sia alla professione che alla vita privata. Nell’una e nell’altra, infatti, mi ritrovo all’anno zero. Read more

MY LIFE/4 – Quando scrivere aiuta a chiudere i brutti “capitoli” ancora aperti della propria esistenza…

Alcune donne sono una vera ispirazione. Tra le mie muse in fatto di lettura e scrittura, da quando un po’ di tempo fa ho scoperto il “blog del mestiere di scrivere”, c’è Luisa Carrada.

Un suo bellissimo post  mi ha fatto scoprire un sito e un libro molto interessante “The happiness hypothesis”  di Jonathan Haidt, uno psicologo sociale che conferma che, tra le tante attività che possiamo svolgere per superare le difficoltà e trovare un senso alla nostra vita – condizione indispensabile della felicità – la scrittura è ai primi posti.  Read more

MY LIFE/3 – Molestie sul lavoro, il dilemma di noi donne: vi racconto la storia del Vecchio Verme!

I segni del destino esistono. Credo che sia capitato a chiunque di pensarlo nelle più varie circostanze. A me è successo qualche giorno fa, quando il mio sguardo in libreria si è posato su questa copertina: “Toglimi le mani di dosso” di Olga Ricci, pubblicato da Chiarelettere.

In realtà Olga Ricci è lo pseudonimo di una giornalista trentenne freelance – e già questo mi ha subito acceso una lampadina – che racconta la sua storia vera: dopo anni di studio e gavetta, durante un periodo di prova in un quotidiano nazionale, si è ritrovata nell’incubo (aggravato dalla precarietà!) delle attenzioni moleste e dei ricatti da parte del direttore.

Dire che mi sono profondamente immedesimata è poco. E’ quello che è successo anche a me non molto tempo fa, non in una redazione bensì in un ufficio stampa, ma in ogni caso non è il luogo di lavoro che fa la differenza. Purtroppo anch’io ho reagito come la stragrande maggioranza delle donne che preferisce non denunciare e lasciare il lavoro, sconfitta dal campionario di assurdi “pretesti” che è elencato nelle prime pagine del libro e che ho sperimentato allo stesso modo sulla mia pelle. Read more

MY LIFE/2 – Giornalismo, la mia tragicommedia!

Se la mia vita sentimentale è complicata come il cubo di Rubik, non è che la mia professione sia fonte di maggiori soddisfazioni, anzi. Avevo scelto di dedicarmi alla comunicazione per sfuggire alle frustrazioni del giornalismo, ma alle volte sono i fattori esterni (gli altri, le circostanze o entrambe le cose) a decidere per noi. E così negli ultimi mesi mi ritrovo di nuovo catapultata nella realtà da cui mi ero allontanata e, vi assicuro, non è una bella realtà.

Vi racconto qualche episodio emblematico. Parto dalla POLITICA, che anche a livello locale è (indigesto) pane quotidiano.

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MY LIFE/1 – Tre uomini, l’eros e il cubo di Rubik!

In questi giorni sto rileggendo “Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado.

Come spesso mi capita, cerco nei libri una risposta alle inquietudini che increspano il mio mare interiore.

E’ che mi domando se, e come, possa esistere l’amore senza il desiderio, il sentimento senza la passione, l’unione senza l’eros.

Eppure è la quotidianità di molte donne, di molte amiche che si abituano a una vita “tranquilla” e magari dentro di sé vagheggiano la passione ormai perduta, quella che per la bella Flor si incarna nel fantasma del primo marito, scapestrato sì, ma amante straordinario, a differenza del bravissimo (e noioso) coniuge di seconde nozze.

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Parole d’amore o di amicizia? Riflessioni sull’antica questione dell’amicizia uomo-donna, a partire dall’email di un amico (?) molto sagace

Ho ricevuto un’email molto divertente da un amico, che brilla per sagacia e humour.

Lo definisco amico, anche se lui ritiene che sia un’onta per la sua fama di maschio meridionale old style, al punto tale che trova più dignitosa la mera localizzazione nello stesso ambiente di lavoro, che ne fa banalmente un collega.

L’email mi ha fatto venire in mente un libro piuttosto originale che ho letto anni fa: “Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer, edito da Feltrinelli. Originale perché è un vero e proprio epistolario telematico tra due perfetti sconosciuti che diventano buoni “amici di email” e, via via, anelano a qualcos’altro, anzitutto ad incontrarsi per capire se il rapporto tanto profondo e intimo – scaturito da un’email all’indirizzo sbagliato! – potrà mai reggere alla realtà extra internet. Read more

Quando le parole d’amore fanno ridere Non tutte le dichiarazioni sono romantiche. Questa è la storia di una metafora amorosa esilarante.

Un corteggiatore mi ha regalato “Le parole dell’amore” di Nicholas Sparks. E con questo ha messo la parola “fine” ad ogni sua eventuale chance.

Scherzo, ovviamente. Ma non del tutto. Regalare un libro è una mossa azzeccata, con una donna come me.

Regalare quel tipo di libro significa non avere idea di che donna io sia e pensare di cavarsela con un ragionamento di questo genere: l’Ammore ci sta, che non guasta mai; le “parole” pure, che per una grafomane di professione sono come una droga, quindi sicuramente andrà bene questa summa di frasi stile Bacio Perugina.

Ora, non fatevi un’idea sbagliata di me: non sono una stronza. Neanche in amore. Read more

L’eros in un gioco di carezze: storia della mia “iniziazione” In treno, nella torrida estate dei miei quindici anni, assaporai per la prima volta il turbamento erotico

Chi l’avrebbe detto che, molti anni dopo, avrei ripensato a quel viaggio in treno, nella torrida estate dei miei quindici anni, come ad un’autentica iniziazione erotica.

Non mi riferisco alla “prima volta” – quella è tutta un’altra storia, che all’epoca era ancora ben di là da venire – bensì alla prima volta che rammento di aver provato realmente il turbamento erotico, un miscuglio indefinito di pura eccitazione e tremenda ansia del “proibito”.

A quindici anni ero una ninfetta che cominciava ad avvertire l’inevitabile curiosità verso l’altro sesso ma che era esageratamente timida, e troppo rigidamente educata, per poter anche soltanto pensare di darvi un seguito. La sola idea mi terrorizzava, letteralmente. Read more

Maturità, tra smartphone e cartucciera la “furbizia” trionfa Dovrebbe essere il primo esame della vita adulta, invece è l'emblema della mentalità dell'imbroglio

Ricordo di aver vissuto gli esami di maturità, a metà degli anni Novanta, come il primo vero banco di prova della vita adulta, ma anche come un’amarissima presa di coscienza del radicato “modo all’italiana” di affrontare le prove. Un vero spartiacque per me, al punto tale che, ancora oggi, ripenso al periodo “pre-maturità” come una sorta di età dell’oro di pura e irripetibile ingenuità, come se fino ad allora io fossi stata un’anima candida al giardino d’infanzia. Read more