Eros e scrittura/1 – Occhio alla sindrome Harmony! Nel giorno di "Grey", ecco una gallery dedicata alle storie più hot, classiche e moderne. Ma, da E.L. James a Irene Cao, il "vissero felici e contenti nella casa del Mulino" decisamente non convince

L’hashtag ufficiale c’è già: #AdessoParlaLui. Ma non credo che leggerò, dal punto di vista di Mr. Christian Grey, una storia che già  mi ha intrigato assai poco dal punto di vista di “lei” alias Miss Anastasia Steel.  Le famigerate “50 sfumature” le ho lette, per curiosità, lo ammetto. Ma perseverare sarebbe davvero masochistico, tanto per restare in tema 🙂

Eppure Eros e Scrittura è un binomio che mi affascina, fin da adolescente.

Ero una liceale curiosa e ficcanaso, quando alcuni libri scovati nella biblioteca di mia zia – terra di caccia straordinaria per la mia mente vergine e avida! – mi dischiusero l’eccitante orizzonte delle fantasie più inconcepibili e inconfessabili.

Due su tutti: L’amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence e Il Delta di Venere di Anais Nin, che ho poi scoperto che fu scritto su commissione di un cliente noto come il “collezionista” negli anni ’40, per essere pubblicato negli anni ’70 in piena stagione di “liberazione femminile”.

A dire il vero, nella biblioteca, erano disseminati anche numerosi libricini Harmony. Non mi sfuggirono, salvo catalogarli subito come fiabesche cretinate e, impertinente com’ero, mi arrischiai a chiedere a mia zia come facesse a leggerli e trovarli piacevoli.

“Ma sono di tua cugina!” fu la sua risposta secca, alla quale finsi di credere, malgrado mi fossi accorta che, in spiaggia, la zietta li leggeva assiduamente, tenendoli nascosti tra le pagine di settimanali più impegnati 🙂

Crescendo, la mia curiosità per il genere ha trovato buoni riscontri in grandi classici come L’Amante (Marguerite Duras), Histoire d’O (Dominique Aury con lo pseudonimo di Pauline Réage), Le età di Lulù (Almudena Grandes), Il macellaio (Alina Reyes).

Nella gallery di seguito ho raccolto alcune citazioni, tratte da alcuni romanzi erotici classici e moderni.

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E le scrittrici erotiche italiane? Non pervenute – troppo forte, forse, la cappa della morale cattolica? – almeno fino a tempi relativamente recenti. Anni fa, ad esempio, ricordo che non mi dispiacque Francesca Mazzuccato, il cui esordio con “Hot line” è del 1996, frutto anche della sua personale esperienza di telefonista erotica.

Tuttavia è dal 2013 che si è avuto l’autentico “boom” del genere. Ovviamente a dare la stura all’erotismo made in Italy è stato proprio il fenomeno planetario delle famigerate 50 sfumature. Come dicevo, le ho lette tutte e tre per mera curiosità. Però avrei volentieri lasciato perdere dopo il primo. Volendo tacere di altri aspetti – ma, d’altro canto, parliamo di una storia erotica e non di un’opera di letteratura! – quello che mi domando è essenzialmente questo: com’è possibile riproporre il solito stereotipo della brava (e casta) ragazza che, col suo amore puro, alla fine redime il bello e ricco pervertito, che ovviamente ha subito traumi infantili vari? Roba da farmi rimpiangere gli Harmony di mia zia.

Comunque, sull’onda dell’interesse mediatico, qualche tempo fa ho ultimato anche la trilogia nostrana di Irene Cao ossia Io ti guardo-Io ti sento-Io ti voglio. Irresistibile la curiosità di fare un confronto con la “E. L. James italiana”. Definizione “markettara” alias di marketing pubblicitario che, dal mio punto di vista, alla fine non giova alla promettente autrice di Pordenone.

Sarà l’ambientazione nella meravigliosa Venezia (poi Roma, poi la selvaggia Stromboli) o sarà la suggestiva commistione arte-cibo-eros o sarà la maggiore credibilità della storia (almeno il primo volume, sugli sviluppi successivi avrei alquanto da ridire), ma la vicenda erotica di Elena e Leonardo a me è parsa molto più convincente e appassionante del ridicolo contratto sadomaso di Anastasia e Christian.

L’unica nota stonata che colgo è sempre quella che definirei la “sindrome Harmony” perennemente in agguato ossia il convincimento di fondo che ogni storia d’amore, anche se iniziata all’insegna dell’Eros più sfrenato e trasgressivo, debba alfine veleggiare verso l’eterno stereotipato “e vissero felici e contenti”. Della serie: dopo aver fatto ogni genere di porcata, vivremo come la famiglia del Mulino Bianco.

Ammetto che è questo che proprio non mi convince, anche se il mio animo romantico ha sussultato quando Leonardo ha proferito finalmente “ti amo”, a suggello di un’unione perfetta di carne e anima con Elena.

Lo so, in fondo è quello che sogniamo tutte. E dunque così sia 🙂

 

 

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