Eros e Scrittura/4 – Che banalità l’erotismo stereotipato! Saranno anche in cima alle classifiche di vendita, ma non fanno per me storie come quella di "Calendar girl". Mi annoia, e mi fa ridere, quest'insulsa messinscena della "meccanica del sesso" senza senso e pathos.

Eros e Scrittura è un binomio che mi affascina fin da adolescente. Ho già scritto qui dei grandi classici della letteratura erotica e della pochezza di molte pubblicazioni degli ultimi anni, chiaramente (e malamente) concepite per cavalcare il rinvigorito interesse per il genere, soprattutto da parte del pubblico femminile. D’estate ci ho ripensato, complice un articolo del settimanale “Io Donna” dal titolo emblematico: “Il sesso? Si legge ma non si fa: perché alle donne piacciono i romanzi erotici”.

Ecco cosa scrive Cristina Lacava:

Da 50 sfumature in poi, la letteratura erotica femminile non ha perso un colpo. Ogni anno fluiscono in libreria storie ambientate – quasi sempre – tra hotel a sette stelle e spiagge da sogno, dove ragazze inquiete consumano le lenzuola, per poi – molto poi – finalmente trovare l’anima gemella, di comprovata virilità. Il successo è assicurato. Abile operazione di marketing o risposta a un desiderio inespresso? E soprattutto: che bisogno c’è di pubblicarne ancora?

Seguono interessanti riflessioni di una psicologa, una sessuologa, una regista e due scrittrici, una delle quali – Irene Cao, della cui trilogia erotica scrivevo proprio nel mio post – osserva che “l’erotismo racconta il crescere della passione e del sentimento, non la meccanica del sesso e quindi “finché si parlerà di amore, si parlerà di eros”.

Condivido, naturalmente, ma il punto è come se ne parla o, meglio, se ne scrive. Direi, in estrema sintesi, che le possibilità sono due e sono facilmente deducibili anche dall’articolo di “Io Donna”.

Una è la becera operazione commerciale, priva della benché minima qualità:

Nella calma piatta dei sensi, un libro è un’onda che regala un po’ di svago. Anche se qui c’è un mondo asettico, dove nessuno ha cattive intenzioni e i maschi non fanno mai cilecca. Sembra Harmony. Solo un po’ più hot. Ma la vera perplessità è che questi testi alimentano l’idealizzazione e non rispecchiano la realtà. […] L’erotismo esibito è quello stereotipato.

L’altra possibilità, la più difficile, è quella che parla d’Eros – quello vero, che appunto non ha niente a che fare con il market(t)ing e con la “meccanica” da quattro soldi – e che è un piacere (raro) leggere:

In qualche caso la lettura aiuta, anche perché l’eros femminile vive di rielaborazione e parola, più che di immagini, e la scrittura alimenta la fantasia.

Premesso che mi sembra semplicistica l’equazione tra letture erotiche e insoddisfazione sessuale femminile – allora ogni genere di lettura (noir, horror, storica, fantasy che sia) andrebbe correlata a sogni insoddisfatti, recondite pulsioni, problematiche esistenziali e così via? – condivido invece l’idea di un eros femminile che si alimenta anche di rielaborazione e parola.

libri erotici

Vorrei soffermarmi dunque su due romanzi ascrivibili all’una e all’altra categoria – mero market(t)ing versus letteratura erotica – che ho letto proprio quest’estate, malgrado non fossi in verità immersa nella calma dei sensi o magari è stato proprio questo ad ispirarmi 😉

Il primo è un libro che è stato lungamente in cima alla classifica delle vendite e ancora vi compare. Una serie di romanzetti, per la precisione, visto che la furbata di  market(t)ing è anche la sua scansione mensile e trimestrale.

Mi riferisco a “Calendar girldi Audrey Carlan, pubblicato da Mondadori.

La sintesi: 12 città indimenticabili e 12 guardaroba invidiabili per una ragazza bellissima che fa l’escort di gran lusso (100mila dollari al mese per 12 mesi) con 12 uomini bellissimi, solo per il nobile scopo di salvare suo padre in mano al suo ex fidanzato strozzino.

Già questo potrebbe bastare, in verità, ma il giudizio non può essere pregiudizio. Quindi, malgrado la calura agostana, mi sono immersa nella lettura di “Gennaio”, speranzosa in… brividi hot, ma il risultato è che il primo libro della “dodecalogia” è quasi riuscito nell’impresa di farmi rivalutare le famigerate “50 sfumature di grigio”, caposcuola del filone market(t)ing.

E forse dev’essere una specie di “citazione” del famoso contratto sadomaso, la lista di regole che la zia maitresse della protagonista Mia – zia Millie, in arte Ms Milan – le sottopone perché adempia al meglio al suo lavoro con il primo cliente – tal Weston Charles Channing III – ovviamente fighissimo e ricchissimo.

  1. Presentati sempre al meglio. Non lasciare mai che il cliente ti trovi impreparata. Devi sempre essere truccata, con i capelli pettinati, lo smalto fresco e i vestiti in ordine. Il cliente ti fornirà un guardaroba di sua scelta. La tua taglia e i tuoi gusti sono stati comunicati alla sua personal shopper.

  2. Sorridi sempre. Non devi mai sembrare arrabbiata, triste, o in qualche modo emotivamente scossa. Gli uomini non ingaggiano escort per affrontare i loro problemi psicologici, ma proprio per non essere costretti a farlo.

  3. Non parlare se non sei interpellata. Devi essere gentile e brillante quando ti viene richiesto. Discuti delle esigenze del cliente prima di qualsiasi evento sociale o professionale in modo che possiate accordarvi sul tuo ruolo.

  4. Sii sempre disponibile. Se il cliente vuole stare in casa, starai con lui. Sii rispettosa, educata, e segui l’umore del cliente. Se cerca compagnia, offrirsi di coccolarlo è accettabile. Il sesso non è richiesto.

  5. Il sesso con i clienti non è incluso nel contratto. Se scegli di offrire prestazioni sessuali, è una tua scelta e la Exquisite Escorts non si assume alcuna responsabilità. Esigiamo, però, che tutte le nostre escort adottino un metodo anticoncezionale e possano provarlo in qualsiasi momento. È possibile che venga richiesto un esame del sangue.

Quanto alle abbondanti scene bollenti, per me incarnano perfettamente “l’erotismo stereotipato” della categoria market(t)ing ossia la più banale “meccanica del sesso”, priva di ogni credibilità e del benché minimo pathos. Qualche esempio:

Lo cinsi con le braccia e con le gambe, aggrappandomi a lui mentre mi perforava, raggiungendo posti dentro di me che non sapevo nemmeno di avere. Suscitava sensazioni così intense che mi misi a urlare e lo strinsi forte mentre il primo orgasmo mi esplodeva dentro.

«Sì, Mia, dài. Mi stringi così bene. Ancora, tesoro.» Wes mi cavalcò per tutta la durata del mio orgasmo, ma ancora non aveva raggiunto il suo. Merda, quell’uomo era uno stallone.

Prima che potessi protestare, mi fece girare e mi sollevò i fianchi. «Hai un culo perfetto.» Mi schiaffeggiò una natica, poi affondò nel calore tra le mie gambe, prima ancora che il bruciore dello schiaffo svanisse.

«Oddio, tu sì che ci sai fare» ansimai, lasciandomi cadere sugli avambracci.

Mi prese per la vita e iniziò a pompare a un ritmo incalzante. Sentivo il rumore dei nostri corpi nudi che sbattevano l’uno contro l’altro. 

Ma per favore e questa sarebbe scrittura erotica? Eppure tocca constatare che le vendite di Calendar Girl proseguono di pari passo con i mesi… è la legge della domanda-offerta, lo capisco, ma non mi capacito. Meno male allora che siamo all’ultimo trimestre dell’anno e speriamo che il nuovo ci porti meno storielle market(t)ing e più letteratura erotica!

Sia chiaro che il mio non è moralismo, snobismo letterario o pretesa di giudizio: ognuna di noi è libera di leggere quel che preferisce, senza per questo venire etichettata banalmente come “casalinga disperata” o giù di lì, però è innegabile che qualche interrogativo sorge rispetto a questo tipo di letture sul sostrato socio-culturale di un Paese come il nostro in cui si legge davvero poco e, forse, anche male. Perché, a parer mio, anche nei generi di intrattenimento ed evasione può e dev’esserci uno standard adeguato di qualità!  

A proposito invece di letteratura erotica – definizione che non è esaustiva in questo caso specifico – l’altro romanzo su cui volevo soffermarmi è “Nel giardino dell’orco” di Leïla Slimani, edito da Rizzoli, la cui protagonista è stata definita “una contemporanea Madame Bovary che si è ammalata di sesso”.

Tutt’altra storia, tutt’altro stile. Ne scriverò prossimamente 🙂

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