La caliente Agatha Christie del Nord La recensione de "La principessa di ghiaccio", primo libro della serie che ha reso famosa Camilla Lackberg

Quarant’anni, due divorzi e tre figli, un nuovo fidanzato di 27 anni che ha tutta l’aria d’essere un gran fusto, a giudicare dalla foto di un’intervista rilasciata a “Io Donna” al Salone del Libro di Torino. Ma, soprattutto, udite bene: quindici milioni di copie vendute con i suoi gialli made in Svezia, che l’hanno fatta ribattezzare l’Agatha Christie del Nord.

Non c’è che dire, tanto di cappello a Camilla Lackberg!

LackbergIncuriosita e ammirata da simile biografia, mi sono immersa con piacere nell’atmosfera della pittoresca località di Fjallbacka, paese d’origine della Lackberg e della sua eroina Erica Falck e già nota per essere stata il buen ritiro di Ingrid Bergman.

Ne “La principessa di ghiaccio”, primo romanzo della fortunata serie che la vede protagonista, Erica torna appunto nella cittadina d’origine, nella casa dei genitori scomparsi. Un’oasi di pace nella stagione invernale, rigorosamente invasa da un “gigantesco sciame di cavallette” non appena sopraggiunge la bella stagione.

Il panorama non smetteva mai di toglierle il respiro. Ogni cambio di stagione portava con sé un nuovo spettacolare scenario e quel giorno sfoggiava un sole accecante che proiettava sul ghiaccio spesso una cascata di bagliori.

Un borgo fatato, che ovviamente anni prima le stava molto stretto. Da ragazza, Erica vedeva infatti il suo futuro da qualche altra parte. Ragion per cui si è lasciata alle spalle il primo grande amore, Dan, con il quale mantiene una profonda amicizia e che, nei libri a venire, è destinato ad altri sviluppi sentimentali che, in un certo qual modo, la riguardano da vicino.

principessa di ghiaccioE dunque, nella pacifica Fjällbacka d’inverno, viene ritrovato il cadavere di una giovane bellissima donna, Alexandra, dentro la vasca da bagno piena di acqua ghiacciata.

Suicidio o omicidio? L’autopsia rivela che Alexandra è stata drogata e poi uccisa.

Erica, amica d’infanzia della vittima, finisce con l’indagare sulla sua morte misteriosa e questa circostanza le fa rincontrare l’amico Patrick Hedström, poliziotto presso il locale commissariato nonché – cosa che lei ignora – da sempre cotto di lei.

Ecco come la Lackberg tratteggia i suoi sentimenti:

Il cuore gli si fermò per una frazione di secondo. D’un tratto aveva di nuovo dieci anni e stava cercando di tirarle le trecce. E ne aveva quindici e cercava di convincerla a salire sul motorino per fare un giro con lui. E ne aveva venti e vedendola partire per Goteborg si arrendeva definitivamente. Era la stessa di sempre, alta e formosa.

Patrick era convinto di essere nato innamorato di lei. Erika era sempre lì, come un adagio nascosto nelle pieghe della mente.

Inutile dire che tra i due scocca la scintilla, preceduta dalle gustose pagine di “avvicinamento” nelle quali la Lackberg ci mostra di Erica il volto più intimo che ce la renderà per sempre simpatica.

Quando si è adolescenti ci si butta, ma con il passare degli anni si ha la sensazione che il cuore diventi sempre meno elastico. La posta in gioco è ogni volta più alta e gli effetti collaterali sull’autostima si fanno sempre più pesanti.

 Meglio optare per un bel perizoma di pizzo, nella remota eventualità che lei e Patrick finissero a letto? Oppure per le orrende mutande per comprimere pancia e sedere, che avrebbero considerevolmente aumentato le probabilità che succedesse qualcosa?

Personalmente, mi sono subito affezionata al personaggio di Erica anche per una forma di immedesimazione nella sua aspirazione di fare un salto di qualità nella sua professione di autrice.

Non era ancora riuscita a chiamare a raccolta il coraggio necessario per creare una storia tutta sua, eppure sapeva che dentro di lei c’erano dei libri che aspettavano di essere scritti.

In questo primo romanzo della serie, mi piace anche la capacità della Lackberg di mettere a nudo l’ipocrisia che ammanta la piccola comunità e la finzione su cui si reggono i rapporti tra le persone, a cominciare dallo stesso matrimonio di Alexandra e di suo marito.

Non le aveva mai fatto domande. Per pura codardia: temeva di avviare una serie di reazioni a catena le cui conseguenze non era pronto ad accettare. Meglio averla al proprio fianco, almeno fisicamente, mantenendo intatta la speranza di poterla possedere, un giorno, tutta intera.

Insomma un romanzo godibilissimo, che mescola efficacemente il Rosso e il Nero, ossia le più belle passioni amorose e gli impulsi più torbidi che sfociano nel delitto e mi ha tenuto avvinta fino all’ultima pagina, ansiosa di comprendere il dipanarsi dell’intrigo.

Un’ultima curiosità… ecco come la Lackberg descrive la prima notte d’amore tra Erica e Patrick:

La prima volta non fu straordinaria, come nei romanzi d’amore: un miscuglio di forti emozioni e imbarazzante consapevolezza, com’è in genere nella vita reale. La seconda andò decisamente meglio e la terza risultò del tutto accettabile. La quarta andò molto bene, la quinta fu fantastica.

Tutto in una notte? Accidenti! Se non fosse che questo romanzo l’ha pubblicato nel 2002 in Svezia, confesso che penserei ad una…. suggestione del nuovo fidanzato 27 enne 🙂

 

 

 

 

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