Mi nutro di lettura

I libri sono come la vita2Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria (forse, mi sentirei di aggiungere). Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro. Chapeau, professor Umberto Eco!

Scrive Stendhal ne “Il rosso e il nero” che:

un romanzo è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l’azzurro dei cieli ora il fango dei pantani.

Anche se da lettrice onnivora divoro di tutto, sono questi i due estremi in cui si collocano le letture che, solitamente, preferisco.

A volte ho bisogno di Rosso, storie di amori romantici, grandi passioni: Eros, il Demone Supremo che, dalla notte dei tempi, omnia vincit.

Se ogni particella d’un corpo umano si impregna per noi di tanti significati conturbanti quante sono le fattezze del suo volto; se un essere solo, anziché ispirarci tutt’al più irritazione, piacere o noia, ci insegue come una musica e ci tormenta come un problema, se trascorre dagli estremi confini al centro del nostro universo, e infine ci diviene più indispensabile che noi stessi, ecco verificarsi il prodigio sorprendente, nel quale ravviso ben più uno sconfinamento dello spirito nella carne che un mero divertimento di quest’ultima.

[Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar]

 

A volte ho bisogno di Nero, storie di delitti e crimini, torbide passioni, eros e thanatos, perché, il delitto è la faccia oscura del sentimento, come scrive Maurizio de Giovanni, nella splendida serie del commissario Ricciardi.

Mi nutro di Nero

 

Una cosa però è assolutamente certa:

Se siamo fortunati, tanto come scrittori che come lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e resteremo poi seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari i nostri cuori e i nostri intelletti avranno fatto un passo o due in avanti rispetto a dove eravamo prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare normalmente, ci ricomporremo, tanto come scrittori che come lettori, ci alzeremo e, «creature di sangue caldo e nervi», come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la Vita. Sempre la vita.

[Il mestiere di scrivere – Raymond Carver]

 

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