Le piene di grazia, storia d’amore e vendetta Il legame indissolubile tra due sorelle al centro del potente romanzo di Carmen Totaro

Storia dura, scrittura potente, anime femminili messe a nudo nella loro fragilità e nella loro forza: si fa leggere tutto d’un fiato “Le piene di grazia”, romanzo d’esordio della 41enne pugliese Carmen Totaro, edito da Rizzoli.

Amore, dolore, vendetta per colpe non pagate: sono sentimenti potenti, quasi implacabili, quelli che animano la storia che ruota attorno al legame indissolubile tra due sorelle, Maria Rosaria e Palma. Così vicine e unite, eppure così diverse.

“Tu ami i morti più dei vivi!” è l’accusa disperata che rivolge a Palma il marito Giuseppe, che pure le resta accanto fino all’ultimo, malgrado tutto. Perché il legame di Palma con Maria Rosaria è più forte di tutto così come la sua sofferenza è inestinguibile.

Lo scrigno di dolore rimaneva intatto e solo io lo custodivo.

Una storia difficile, scritta con grande intensità, da un’autrice che dimostra di saper descrivere le emozioni e le pulsioni, anche quelle più terribili, dell’animo femminile ferito a morte. Cosimo, il pavido e inetto fidanzato di Maria Rosaria e suo padre Savino, dominus losco e prepotente e aguzzino della ragazza, impallidiscono dinanzi alle donne protagoniste di questa storia bella e drammatica.

Su tutte Angela la levatrice (che non può e non vuole aiutare l’ingenua “madonnina” fino in fondo perché, riconosce con se stessa, pure lei agisce per egoismo, per paura, per avere la protezione del ras di paese) e naturalmente Palma la vendicatrice che:

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Troppo forte il dolore, troppo forte il desiderio di vendetta e di giustizia: la giustizia meno ristoratrice, quella tremenda e ancestrale dell’occhio per occhio.

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