Il primo amore non si scorda mai… più o meno!

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Non c’è niente da fare: il ricordo soggiace ai complessi meccanismi della selezione soggettiva, per non dire dell’interpretazione. Sentite questa!

Qualche giorno fa ho incontrato G. il mio primo amore, che non vedevo da secoli. Incredibilmente, tra serio e faceto, mi ha chiesto conto e ragione di alcune circostanze del nostro fidanzamento (si noti bene: durato due anni, quasi vent’anni fa!) che io ho completamente rimosso e di altri accadimenti, di cui mi sono resa conto di conservare un ricordo completamente diverso dal suo. Per non dire delle assurde scuse che devo essermi inventata per liquidarlo e che, ahimè, davvero non ricordavo più!

Per un istante ho pensato di citare lo strepitoso Jack Nicholson del film “Tutto può succedere”, ve lo ricordate? Se qualcuno mi avesse detto, come fa lui con Diane Keaton, “non ti ho mai mentito, ti ho sempre dato una qualche versione della verità!”, penso che avrei potuto perdonargli tutto. Ma il mio caro ex G. non ha mai brillato per senso dell’umorismo.

Comunque le mie “scuse ufficiali molla-fidanzato”, le ho poi rilette, assalita dalla curiosità, in una delle mie vecchissime agende-diario, griffate di disegnini da amanuense che devo aver dipinto con penna d’oca. Ebbene, lo confesso, ho potuto constatare che la fantasia non mi è mai mancata e la retorica cazzara neppure, per quanto ancora grezza d’inesperienza.

La menzogna, si sa, ha sempre bisogno di una memoria di acciaio e la mia ha arrancato penosamente e si è scontrata con la cortina di ferro della verità, che invece rammentavo senza sforzo: mi ero stufata  e pensavo che il mio primo fidanzato avesse esaurito la sua funzione di “apripista” e di viatico a nuove esperienze. Punto e basta.

Non gliel’ho detto all’epoca, chiaro e tondo, e ancor di più mi sono vergognata di farlo adesso, visto che non c’era arrivato da solo a quest’ovvia e scontata conclusione. Del resto il caro G. non è mai stato una volpe e si vede che vent’anni di vita non l’hanno reso più cinico e malpensante, com’è (purtroppo) successo a me.

Ecco perché l’amore è sempre la storia più bella, perché ognuno se la racconta (e se la ricorda) come gli pare, anche vent’anni dopo.

poesia luziE poi quando la scrivi nel tuo personale “Zibaldone”, farcita di tutte le sfumature incredibili che puoi vedere soltanto quando sei adolescente, è ancora più bella. Come ho letto da qualche parte, le parole trascinano meno di quanto vorremmo dire e più di quanto preferiremmo tacere.

Ogni volta che mi capita si sfogliare le agende del mio “Zibaldone”, mi rendo conto di quante emozioni anche infinitesimali hanno scandito la mia vita, nel bene e nel male. Nel momento in cui le ho provate mi è sempre parso possibile imprimerle tutte nella mia mente, ma la verità è che, se non le avessi messe per iscritto, non ne avrei ricordate molte.

Perché anche di quelle emozioni più intense, rimastemi impresse, mi sono resa conto di aver obliato infinite sfumature che invece la scrittura ha saputo cogliere e, almeno in parte, rendere per sempre disponibili alla mia memoria.

E’ bello ritrovarle quando mi assale la nostalgia o quando ne ho bisogno… c’è la parte più vera di me, menzogne incluse 🙂

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