RACCONTI BREVI – La cicatrice

Ora che aveva potuto infilarsi di nuovo il reggiseno di un vecchio bikini a fiori, Serena si chiedeva che cosa rappresentasse per lei.

A dodici anni il primo reggiseno era stato un motivo d’orgoglio. A diciotto se l’era tolto per mostrarsi emancipata da ogni costrizione e fino a venticinque anni si era sentita libera e fiera del topless in spiaggia.

Mentre le onde del mare le lambivano i piedi e la schiuma bianca si allungava verso le gambe, pensò che avrebbe voluto sfilarselo via e gettarsi in acqua. Provare la stessa sensazione di libertà e la stessa gioia di vivere di cinque anni prima. Read more

Quando l’amore è più forte della morte La struggente storia di Susanna Tamaro ci insegna a cogliere l'eterno che irrompe nel tempo e, attraverso la poesia, a scorgere la parte più segreta dei giorni e la fiammella che arde in tutto ciò che ci circonda.

Tempo e destino sono sempre al centro delle riflessioni sul senso della vita. Ed io ho un debole per le storie che si interrogano su questo grande mistero, pur nella consapevolezza che,  come scrive Alessandro Piperno, “chi legge narrativa per avere risposte definitive fa un investimento sbagliato. Se non altro perché gli interrogativi davvero importanti sono quelli senza risposta. Dice bene Cheever: la narrativa deve illuminare e ristorare”. 

Può darsi che sia proprio illuminazione e ristoro quello che cerco in libri che mi hanno commosso come Stoner e Il senso di una fine e, più di recente, in “Per sempre” di Susanna Tamaro edito da Giunti, che mi ha emozionato al di là delle mie previsioni. Read more

Eros e scrittura/3 – La “formazione” tra scoperta erotica e grandi libri Ispirata dal bellissimo "Atti osceni in luogo privato" di Marco Missiroli, ecco una fotogallery dedicata ai più celebri romanzi del genere, da Salinger a Wilde passando per Calvino e Murakami

Che ne pensate dei cosiddetti “libri di formazione”? Leggere – tutto d’un fiato e con molto piacere – “Atti osceni in luogo privato” di Marco Missiroli (edito da Feltrinelli) mi ha fatto ripensare a quanti e quali romanzi del genere abbiano scandito la mia formazione (di lettrice e non solo).

Mi sa che i primi li ho letti senza sapere che lo fossero. Mi riferisco a “Pinocchio”, “Il piccolo principe” e “Il gabbiano Jonathan Livingstone”. Ero davvero troppo piccola per considerarli altro che belle favole. Sono dovuta crescere per rileggerli e apprezzarli pienamente.

Perché il bello dei romanzi di formazione, anche quelli per bambini, è che li capisci davvero quando sei bello che “formato”, non credete? E’ quando abbiamo accumulato un po’ di esistenza sulle spalle che ci si schiude tutta la bellezza e la profondità di questi libri che hanno il pregio di raccontarci il senso della vita (e di accompagnarci per il resto della vita). Read more

Quanti profumi hanno i sentieri dell’anima! Una storia intensa e un inebriante viaggio olfattivo rendono speciale il romanzo di Cristina Caboni.

Ognuno ha i suoi “sentieri verso il cuore delle persone”. Quelli di Elena Rossini sono i profumi e le essenze, così com’è stato per sua madre Susanna, per sua nonna Lucia e per le sue antenate come la celebre Beatrice, tutte maestre creatrici di profumi nella splendida Firenze.

Così la dolce e apparentemente fragile ventiseienne, protagonista de “Il sentiero dei profumi” di Cristina Caboni (edito da Garzanti), ci trascina nel suo universo di fiori e fragranze e ci inebria con i segreti di un’arte antica che sa arrivare davvero all’anima di tutti per lenire dolori, (ri)conquistare amori, trasmettere felicità, ritrovare freschezza ed energia. Read more

Caro amore mio, ti scrivo… Il romanzo epistolare di Jessica Brockmole fa riscoprire la bellezza delle parole scelte con cura

Il mondo oggi è un posto piccolo, ma non è stato sempre così. Vi siete mai chiesti come dovevano essere diversi la vita, la percezione del tempo e dello spazio, i rapporti tra le persone fino a non più di un secolo fa? In fondo non è poi così lontano il tempo in cui la distanza tra i luoghi e le persone era enorme e veniva coperta, in giorni e mesi, da mezzi di trasporto e di comunicazione che sono ormai archeologia.

E’ il caso delle care vecchie lettere, circondate tutt’oggi da una certa nostalgia che spinge ad esempio Libreriamo a celebrare l’antica arte della corrispondenza epistolare, con la campagna social “Caro, ti scrivo”

Sarà perché sono anch’io una nostalgica della corrispondenza epistolare o forse sarà perché mi commuove la poesia delle parole affidate alla lettera e ai suoi tempi dilatati – nulla a che vedere con la superficialità e banalità insite nella rapidità delle tecnologie che oggi bruciano tutto troppo in fretta – ma ho trovato molto piacevole la lettura di “Novemila giorni e una sola notte“, romanzo d’esordio di Jessica Brockmole, pubblicato dalla Casa Editrice Nord. Read more

MY LIFE/5 – Addio lavoro, amore in stand-by… magari ricomincio da un sms!

Quant’è spiacevole la sensazione di non riuscire a venire fuori da una brutta storia, anche se ci provo con ogni mezzo, a cominciare dall’amata e terapeutica scrittura.

A volte mi vedo  come un pesce rosso nella boccia che si ostina a dare capocciate nel vetro, nell’illusione che esista una via al mare. Il fatto è che non vedo proprio l’orizzonte, ci spero soltanto. Mi riferisco sia alla professione che alla vita privata. Nell’una e nell’altra, infatti, mi ritrovo all’anno zero. Read more

Elogio dell’uomo medio, tra Stoner e Tony Webster Vinti o vincitori? Riflessione sugli uomini "deboli", protagonisti del romanzo di John Williams e de "Il senso di una fine" di Julian Barnes, vincitore del Man Booker Prize

“Che cosa ti aspettavi?” si domanda William Stoner in punto di morte.

“La mia esistenza si era sviluppata o solo accumulata?” si chiede Tony Webster, e incalza: “Che ne sapevo io della vita, io che ero sempre vissuto con tanta cautela? Che non avevo mai vinto né perso, ma avevo lasciato che la vita mi succedesse?”

Quando ho letto “Stoner” di John Williams (edito da Fazi) e “Il senso di una fine” di Julian Barnes (edito da Einaudi) ho avvertito una sorta di parallelismo. A prima vista verrebbe infatti da incasellare i due protagonisti – arrivati alla mezz’età di un’esistenza alquanto lineare e tranquilla – nei “vinti” di verghiana memoria.

Vinti “della” e “dalla” vita. Ma proprio questo è il punto: che significato ha la vita? Che cos’è che ci fa dire di averla vissuta degnamente? Chi è che può dirsi vincitore, e chi è vinto, nella lotta persa in partenza con il tempo e la memoria? Read more

Lacci, la messinscena del matrimonio Con una storia a più voci, Starnone mette a nudo ipocrisie e perversi equilibri di una famiglia 'normale'

Chi preferisce vagheggiare l’amore romantico farebbe bene a non leggere “Lacci” di Domenico Starnone, edito da Einaudi. L’effetto è quello dell’immagine di copertina: si incespica in una storia che mette a nudo scomode verità sul sentimento più decantato del genere umano. Read more

MY LIFE/1 – Tre uomini, l’eros e il cubo di Rubik!

In questi giorni sto rileggendo “Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado.

Come spesso mi capita, cerco nei libri una risposta alle inquietudini che increspano il mio mare interiore.

E’ che mi domando se, e come, possa esistere l’amore senza il desiderio, il sentimento senza la passione, l’unione senza l’eros.

Eppure è la quotidianità di molte donne, di molte amiche che si abituano a una vita “tranquilla” e magari dentro di sé vagheggiano la passione ormai perduta, quella che per la bella Flor si incarna nel fantasma del primo marito, scapestrato sì, ma amante straordinario, a differenza del bravissimo (e noioso) coniuge di seconde nozze.

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Parole d’amore o di amicizia? Riflessioni sull’antica questione dell’amicizia uomo-donna, a partire dall’email di un amico (?) molto sagace

Ho ricevuto un’email molto divertente da un amico, che brilla per sagacia e humour.

Lo definisco amico, anche se lui ritiene che sia un’onta per la sua fama di maschio meridionale old style, al punto tale che trova più dignitosa la mera localizzazione nello stesso ambiente di lavoro, che ne fa banalmente un collega.

L’email mi ha fatto venire in mente un libro piuttosto originale che ho letto anni fa: “Le ho mai raccontato del vento del Nord” di Daniel Glattauer, edito da Feltrinelli. Originale perché è un vero e proprio epistolario telematico tra due perfetti sconosciuti che diventano buoni “amici di email” e, via via, anelano a qualcos’altro, anzitutto ad incontrarsi per capire se il rapporto tanto profondo e intimo – scaturito da un’email all’indirizzo sbagliato! – potrà mai reggere alla realtà extra internet. Read more