MY LIFE/6 – La felicità triste di un amore “adultescente”

Vi capita mai, mentre assaporate un momento di felicità, di sentirvi un po’ tristi? Forse vi sembrerò contorta, ma a me succede.

Mi ritrovo a pensare che quell’emozione speciale non durerà, che quel momento perfetto sarà solo un’effimera illusione. Probabilmente sarà perché sto vivendo una bella storia ma dall’epilogo già scritto. Una storia di cui avevo un gran bisogno, per venir fuori dalla “boccia di tristezza” in cui boccheggiavo come un pesciolino, per la concomitante delusione sul fronte lavorativo e sul piano sentimentale.

Perché in fondo lo sapevo già come sarebbe andata a finire, quando ho risposto al messaggio di Alessandro e ho accettato di incontrarlo: non ho fatto mai mistero di subire il fascino di quest’uomo elegante e discreto, unica conoscenza positiva dell’ultimo anno alla corte di quel viscido Vecchio Verme del mio ex datore di lavoro. Read more

MY LIFE/2 – Giornalismo, la mia tragicommedia!

Se la mia vita sentimentale è complicata come il cubo di Rubik, non è che la mia professione sia fonte di maggiori soddisfazioni, anzi. Avevo scelto di dedicarmi alla comunicazione per sfuggire alle frustrazioni del giornalismo, ma alle volte sono i fattori esterni (gli altri, le circostanze o entrambe le cose) a decidere per noi. E così negli ultimi mesi mi ritrovo di nuovo catapultata nella realtà da cui mi ero allontanata e, vi assicuro, non è una bella realtà.

Vi racconto qualche episodio emblematico. Parto dalla POLITICA, che anche a livello locale è (indigesto) pane quotidiano.

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MY LIFE/1 – Tre uomini, l’eros e il cubo di Rubik!

In questi giorni sto rileggendo “Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado.

Come spesso mi capita, cerco nei libri una risposta alle inquietudini che increspano il mio mare interiore.

E’ che mi domando se, e come, possa esistere l’amore senza il desiderio, il sentimento senza la passione, l’unione senza l’eros.

Eppure è la quotidianità di molte donne, di molte amiche che si abituano a una vita “tranquilla” e magari dentro di sé vagheggiano la passione ormai perduta, quella che per la bella Flor si incarna nel fantasma del primo marito, scapestrato sì, ma amante straordinario, a differenza del bravissimo (e noioso) coniuge di seconde nozze.

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