Eros e Scrittura/4 – Che banalità l’erotismo stereotipato! Saranno anche in cima alle classifiche di vendita, ma non fanno per me storie come quella di "Calendar girl". Mi annoia, e mi fa ridere, quest'insulsa messinscena della "meccanica del sesso" senza senso e pathos.

Eros e Scrittura è un binomio che mi affascina fin da adolescente. Ho già scritto qui dei grandi classici della letteratura erotica e della pochezza di molte pubblicazioni degli ultimi anni, chiaramente (e malamente) concepite per cavalcare il rinvigorito interesse per il genere, soprattutto da parte del pubblico femminile. D’estate ci ho ripensato, complice un articolo del settimanale “Io Donna” dal titolo emblematico: “Il sesso? Si legge ma non si fa: perché alle donne piacciono i romanzi erotici”. Read more

CONSIGLI DI SCRITTURA/12 – Tutto è ispirazione!

Ricordate la fantastica scena del finto orgasmo in “Harry, ti presento Sally”? O la romantica scena finale di “C’è posta per te”?

La sceneggiatura (e anche la regia per il secondo film) porta la firma di una delle penne più brillanti del cinema americano: Nora Ephron, che fu appunto anche regista, oltre che giornalista e scrittrice.

Non sapevo molto della sua biografia, che fa tutt’uno con il suo lavoro creativo, prima di vedere su Sky Arte il documentario “Everything is Copy” che il figlio Jacob Bernstein – il padre è il celebre giornalista Carl Bernstein del caso Watergate, che Nora Ephron sposò in seconde nozze- ha prodotto nel 2015 per HBO, a quattro anni dalla morte della madre. Read more

RACCONTI BREVI/3 – Posso fidarmi di te?

GAIA

Quando sono entrata a casa di Pietro ho sentito odore di buono.

La lavanda del pavimento pulito e lucidissimo, la cannella dei biscotti ancora caldi sul tavolo della cucina, decine di orchidee sui davanzali delle finestre. Ma soprattutto il suo profumo: dolce come la vaniglia, con punte agrumate d’arancio e calde di muschio di quercia.

Ero esitante e timorosa. Non credevo che mi sarei fidata ancora di un uomo e gli avrei permesso di portarmi a casa sua. Read more

RACCONTI BREVI – La cicatrice

Ora che aveva potuto infilarsi di nuovo il reggiseno di un vecchio bikini a fiori, Serena si chiedeva che cosa rappresentasse per lei.

A dodici anni il primo reggiseno era stato un motivo d’orgoglio. A diciotto se l’era tolto per mostrarsi emancipata da ogni costrizione e fino a venticinque anni si era sentita libera e fiera del topless in spiaggia.

Mentre le onde del mare le lambivano i piedi e la schiuma bianca si allungava verso le gambe, pensò che avrebbe voluto sfilarselo via e gettarsi in acqua. Provare la stessa sensazione di libertà e la stessa gioia di vivere di cinque anni prima. Read more

Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente. Ecco i consigli di Umberto Eco. Ho stampato anni fa le 40 regole per parlare bene l'italiano del maestro che purtroppo ci ha lasciati ieri e le ho tenute sempre sulla scrivania per ricordarmi che il fine ultimo della scrittura è farsi capire dagli altri.

Il trenta all’esame di Semiotica, al primo anno di università, è stata una soddisfazione che ancora ricordo. Il testo fondamentale dell’esame, “Il Trattato di semiotica generale” di Umberto Eco, è stato un viaggio molto affascinante, ma tutt’altro che semplice, che ha cambiato il mio modo di considerare il linguaggio e i processi di significazione e comunicazione. Posso considerarlo la mia prima conoscenza approfondita con il grandissimo professore, scomparso purtroppo ieri, visto che ero troppo piccola ai tempi de “Il nome della rosa” e del celebre film con Sean Connery (che ho recuperato con immenso piacere a tempo debito).

Cos’è la semiosi? Mi piace molto il modo in cui lo stesso Eco lo spiega in un’intervista pubblicata su La Repubblica nel 1992: “E’ il rapporto in cui qualcuno produce qualcosa per dire qualcosa a qualcun altro”. Read more

RACCONTI BREVI/1 – L’amore segreto

La grande cassapanca nuziale è pronta. Ho visto mio padre compiacersene e rendere onore al maestro, che vi ha istoriato scene della leggenda di Griselda, simbolo della virtù più importante per una donna: l’obbedienza.

Fin da bambina ho appreso ogni arte e talento, atti a fare di me una moglie perfetta, per il nobile sposo che mio padre ha scelto.

Vorrei divenire come Battista Sforza, contessa di Pesaro, che sposò Federico da Montefeltro e fu ammirata signora di Urbino. Il mio istitutore, Jacopo Dal Borgo, che elogia le doti del mio intelletto non meno della mia bellezza, ha avuto il privilegio di ammirare il ritratto della duchessa, realizzato da un grande maestro della corte urbinate.

E, ora, possedere un mio ritratto nuziale è il suo più struggente desiderio. Jacopo nutre per me, e io per lui, un sentimento puro, che dovrà purtroppo rimanere celato nei nostri cuori. Read more

CONSIGLI DI SCRITTURA/11 – Il mistero delle parole e della narrazione tra demoni e realtà

Si può apprezzare una scrittrice senza aver mai letto una sua opera? Il fatto è che, spulciando nelle librerie altrui – adoro quelle polverose delle vecchie zie! – mi è capitato tra le mani un libricino consunto di un’autrice che non conoscevo: “Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere” di Flannery O’ Connor (edito da Minimum Fax). Con un titolo del genere mi ha subito incuriosito. Che cosa c’entra il diavolo con la scrittura? Read more

CONSIGLI DI SCRITTURA/10 – Come esprimere l’io e il nostro modo di essere al mondo

Di Zadie Smith ho letto finora solo il fortunato libro d’esordio, “Denti bianchi”, alcuni anni orsono. Ricordo che mi conquistò lo stile, comico a tratti grottesco, con cui descriveva lo scontro culturale e generazionale in diverse famiglie tutte di etnia mista, sullo sfondo della celebrata Londra multiculturale. Difficile non pensare a un certo autobiografismo, considerato che la scrittrice che è oggi una delle voci più importanti della letteratura inglese, è nata a Brent – quartiere londinese multiculturale, abitato per lo più dalla classe operaia – da padre inglese e madre giamaicana.

D’altro canto è lei stessa a sostenere in “Perché scrivere” (Minimum Fax) che, quando legge un romanzo, si aspetta di trovare “la verità di una persona, nella misura in cui può essere restituita mediante il linguaggio” e che, per chi scrive, “l’unico dovere è quello di esprimere con precisione il proprio modo di essere nel mondo”. Read more

Il callo dello scrittore è sempre “cool”! Dedicato a chi ama scrivere a mano, un gesto che è pura poesia.

Al callo non rinuncio. Anzi ne vado fiera. Ci ho pensato l’altro giorno, quando la mia estetista mi ha proposto di provare a “limare” il dito medio della mano destra, che ora è appena un po’ bitorzoluto. Le ho spiegato che “c’è callo e callo” e quello dello scrittore è sempre cool.

Se avesse visto il mio dito medio ai tempi della scuola le sarebbe preso un colpo! Fino all’università il callo era così grosso che sembrava un bernoccolo. Ma anche ora, che si vede appena, ci sono affezionata: mi ricorda quanto ho sempre amato la scrittura e la amo tuttora.  Read more

CONSIGLI DI SCRITTURA/9 Ecco la preziosa “cassetta degli attrezzi” del re delle storie

Il 17 novembre Frassinelli pubblica la nuova edizione di “On Writing” di Stephen King, che negli ultimi anni era introvabile nelle librerie. Sarà felice chi, come me, possiede una copia-cimelio ormai logora per troppa lettura! D’altro canto “On Writing” non è uno di quei libri che si possono riporre e dimenticare. Non a caso lo stesso King lo ha definito “il romanzo della mia vita, non perché la mia vita sia un romanzo, ma perché la mia vita è scrivere”.

Infatti la storia dell’uomo e quella dello scrittore si fondono in un appassionante viaggio attorno e dentro la scrittura, ricco di aneddoti che svelano i retroscena dei suoi più famosi romanzi, ma anche e soprattutto di suggerimenti utili per chiunque ami la scrittura e desideri raccontare le proprie storie. Read more