Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente. Ecco i consigli di Umberto Eco. Ho stampato anni fa le 40 regole per parlare bene l'italiano del maestro che purtroppo ci ha lasciati ieri e le ho tenute sempre sulla scrivania per ricordarmi che il fine ultimo della scrittura è farsi capire dagli altri.

Il trenta all’esame di Semiotica, al primo anno di università, è stata una soddisfazione che ancora ricordo. Il testo fondamentale dell’esame, “Il Trattato di semiotica generale” di Umberto Eco, è stato un viaggio molto affascinante, ma tutt’altro che semplice, che ha cambiato il mio modo di considerare il linguaggio e i processi di significazione e comunicazione. Posso considerarlo la mia prima conoscenza approfondita con il grandissimo professore, scomparso purtroppo ieri, visto che ero troppo piccola ai tempi de “Il nome della rosa” e del celebre film con Sean Connery (che ho recuperato con immenso piacere a tempo debito).

Cos’è la semiosi? Mi piace molto il modo in cui lo stesso Eco lo spiega in un’intervista pubblicata su La Repubblica nel 1992: “E’ il rapporto in cui qualcuno produce qualcosa per dire qualcosa a qualcun altro”. Read more