Un racconto “immorale” del quindicenne Flaubert La  collana “Classici da (ri)scoprire”, curata dalla “Bottega dei traduttori”, si arricchisce di una nuova gemma misconosciuta dal grande pubblico: un'opera giovanile dell'autore di "Madame Bovary".

La collana “Classici da (ri)scoprire”, curata dalla “Bottega dei traduttori”, si arricchisce di una nuova gemma misconosciuta dal grande pubblico. Dopo la breve raccolta di racconti “Cosi-sancta, Il sogno di Platone e Avventura indiana” del  grande Voltaire, la community di giovani professionisti ci fa dono dell’opportunità di scoprire il racconto “Un profumo da annusare o I Saltimbanchi” di Gustave Flaubert, grazie alla pregevole traduzione di Ramona Loperfido.

FlaubertSi tratta di una produzione giovanile, composta nel 1836, quando il celebre autore di “Madame Bovary” non aveva ancora compiuto quindici anni. Un racconto che lo stesso Flaubert definisce “filosofico, morale, immorale, ad libitum”, scritto con la finalità ultima di scagliarsi contro i pregiudizi: “mi giustificherò – spiega – quando mi avranno fornito la definizione di ciò che è morale e di ciò che non lo è”.

Al centro del racconto – disponibile su Amazon e gli store on line – è la vicenda di una famiglia di saltimbanchi sventurati, che si ritrova a dover fare i conti con la fame e la povertà. La protagonista Marguerite, la “Rossa Laida”, è una donna invecchiata precocemente a causa delle pene che la vita le ha inflitto.

Derisa e disprezzata da una società che non ha pietà dei meno fortunati, dovrà subire anche il tradimento del marito Pedrillo con la saltimbanca ventenne Isabellada. La scena delle due donne che si esibiscono assieme è pervasa di drammatica crudeltà:

[Isabellada] saltando, volteggiando, danzando in quel modo non sembrava una donna… Oh no, non era una donna, era un pensiero d’amore […] un diamante in un mucchio di fango.

Accanto a quella ragazza così bella, così raggiante, a fare da contrappeso c’era una donna rossa dalle guance paffute, i piedi brutti, la postura sciancata. Anche lei si muoveva al suono della stessa musica.

E’ inevitabile che “gelosia amara, odio furioso, pene, ferite profonde” lacerino definitivamente l’animo di Marguerite fino ad estreme conseguenze e all’epilogo “bizzarro e amaro” già preannunciato dall’autore stesso nella sua introduzione al racconto.

Una lettura molto interessante, che lascia già presagire la dimensione letteraria che assumerà il Flaubert della maturità. E va dato merito a Ramona Loperfido, e all’ambizioso progetto della Bottega dei traduttori, per aver reso disponibile al pubblico italiano questa nuova incursione in testi della letteratura straniera pressoché sconosciuti nel nostro panorama letterario.

Alla prossima esplorazione!

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